Torino nei ricordi di intellettuali e scrittori

Torino ha ospitato innumerevoli personaggi illustri.
Torino Piazza Castello

Tra i molti luoghi in cui hanno soggiornato, sicuramente la Pensione Europa, situata all’angolo tra piazza Castello e via Roma, è da considerarsi la più frequentata.
Chiamata “Hotel d’Europe” nell’Ottocento, era l’albergo più lussuoso e rinomato della città.

Di molti personaggi, seppur noti, non si sono trovate tracce, altri hanno lasciato memoria delle loro visite.

François Rabelais, principale protagonista del Rinascimento francese, autore di Pantagruel e Gargantua, soggiornò in città nel 1539, nonostante il lungo periodo si hanno poche notizie.

Giovanbattista Marino, esponente della poesia concettista del ‘600, autore de l’Adone, visse alla corte di Carlo Emanuele I, duca di Savoia dal 1608 al 1615.

Carlo Goldoni, raggiunse nel 1751 i suoi attori a Torino, dove recitavano nel teatro chiamato poi Carignano.

”La compagnia dei miei attori doveva andare a Torino per passarvi la primavera e l’estate . Non avevo mai veduto Torino, e la trovai deliziosa. L’uniformità degli edifici nelle strade principali produce un colpo d’occhio mirabile. Le sue piazze e le sue chiese sono bellissime.

La cittadella è una passeggiata superba: e nelle dimore reali, tanto della città che della campagna, regna la magnificenza e il buon gusto.
I Torinesi sono molti cortesi e molto civili: i loro costumi ed usanze sono molto simili a quelle dei Francesi e ne parlano la lingua familiarmente: e vedendo arrivar tra loro un milanese, un veneziano o un genovese, usano dire: questi è italiano”.

Horace Walpole, autore de Il castello di Otranto, andò a teatro, ammirò il Palazzo Reale, incontrò i suoi connazionali:
”La città, piccola e pulita, moderna e regale era di suo gusto: “One of the prettiest cities I have seeen”.

Casanova si fermò più volte a Torino, guardò con interesse superficiale la città, tuttavia notò che “fra le città d’Italia, Torino è quella nella quale il bel sesso ha tutti i fascini che l’amore gli può desiderare”.

Nel suo libro “La storia di Juliette” il Marchese de Sade descrisse le sue impressioni su Torino:
”Non esiste in tutta Italia una città più regolare e più noiosa. Il cortigiano è fastidioso, il cittadino triste, il popolo devoto e superstizioso. Poche erano le risorse per il piacere”.

Chateaubriand scrisse nel suo Voyage en Italie:
”Turin est une ville nouvelle, propre, régulière, fort ornée de palais, mais d’aspect un peu triste”.

Nell’agosto 1814 Stendhal in una lettera inviata alla contessa Beugnot, scrisse:
”Ho visto a Torino un piccolo re non privo di coraggio (Vittorio Emanuele I).
Quasi ogni giorno va a passeggio a piedi, da solo. Del resto, è indietro di trent’anni nell’arte di regnare, e, se resta sul trono, non sarà certo colpa sua …”.

Alessandro Manzoni venne nominato membro straniero dalla prestigiosa Reale Accademia delle Scienze, nel 1833 sei anni dopo la prima edizione dei Promessi Sposi.

Honoré de Balzac, si fermò a Torino nel 1836, frequentò con entusiasmo l’aristocrazia torinese, facendosi accompagnare da un paggio che in realtà era un’aspirante scrittrice, Caroline di Marbouty, che agli occhi di Balzac voleva farsi credere una gran dama.

Alexander Dumas padre, autore dei Tre Moschettieri, dopo il suo soggiorno scrisse ad un amico:
”Tra le cose notate a Torino, non dimenticherò mai il bicerin, un’eccellente bevanda composta di caffè, latte e cioccolata che si serve in tutti i caffè.”

Nicolai Gogol, fu soddisfatto della città, dei palazzi e degli abitanti:
”La capitale del Regno di Sardegna non è seconda a nessun’altra città per magnificenza”.

Dostoevskij invece ne ebbe un’impressione sfavorevole, definendola “noiosissima” e addirittura “odiosa”.

Lo scrittore americano Herman Melville, che soggiornò nell’aprile del 1857, ricorda in alcuni appunti di viaggio:
”Torino è più regolare di Filadelfia. Edifici tutti dello stesso taglio, dello stesso colore e della stessa altezza. Operai e povere donne che prendono la loro misera colazione in caffè eleganti”.

All’Hotel de l’Europe Gabriele D’Annunzio incontrò nel 1902 De Amicis.

Anche Luigi Pirandello venne sovente a Torino, nel “Fu Mattia Pascal” il protagonista, affacciandosi sul Po racconta:
”Ah, ricordo un tramonto a Torino, nei primi mesi di quella mia nuova vita, sul Lungo Po … l’aria era di una trasparenza meravigliosa; tutte le cose in ombra parevano smaltate in quella limpidezza …”.

Torino nei ricordi di intellettuali e scrittoriultima modifica: 2017-11-04T05:40:26+00:00da sabrinalibri
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