Palazzo Madama

Uno degli edifici più rappresentativi della millenaria storia di Torino

Palazzo Madama

Il castello che vediamo alle spalle della facciata settecentesca, fu fatto costruire dal Juvarra, nel 1276 commissionato dal Marchese Guglielmo VII di Monferrato, allora padrone di Torino.

Lo Juvarra utilizzò la solida muraglia del primo periodo imperiale e le due torri poligonali romane che costituivano la porta orientale verso il Po.

Quattro anni dopo, Torino diventò possedimento dei Savoia.
Tra il 1402 ed il 1418 il castello fu ampliato con due torri rotonde, anch’esse rivolte verso il Po.

Fu proprio in questo castello, che Amedeo VIII, dopo aver riunito i domini sabaudi, ricevette il giuramento di fedeltà dai feudatari e dai comuni piemontesi. L’edificio diventò residenza torinese dei duchi, la cui sede era ancora a Chambery, fino all’occupazione francese del 1536-1563.

Quando Emanuele Filibertò riuscì a recuperare il ducato preferì stabilire la sua residenza nella sede del Vescovo, dove più tardi fu costruito il Palazzo Reale.

Nel XVII secolo, il castello fu scelto come residenza preferita da Maria Cristina di Francia, vedova di Vittorio Amedeo I e reggente per il figlio. Da allora il castello prese il nome di “Palazzo Madama”.

Successivamente nel castello visse anche la seconda Madama Reale: Giovanna Battista di Savoia-Nemours, vedova di Carlo Emanuele II e reggente per il figlio Amedeo II.

Palazzo Madama

A lei si si deve la radicale trasformazione, con la facciata costruita sempre dal Juvarra tra il 1718 ed il 1721.

Nel 1799, in epoca di dominazione francese, il generale Barthélemy-Catherine Joubert insediò, simbolicamente, la sede del governo provvisorio.

Il palazzo iniziò a perdere oltre alla sua funzione di dimora, anche la sua unità subendo ampie modificazioni: prigione, sede del commissariato di polizia, di uffici amministrativi, degli alloggi degli impiegati e delle loro famiglie.

Sarà il re Carlo Alberto a riqualificare le sorti dell’edificio, destinandolo, nel 1832, a sede della Regia Pinacoteca.

Inoltre nel 1848, il re colloca nel grande salone al primo piano il Senato Subalpino, più tardi, nel 1869, il palazzo accoglie un altro importante organo istituzionale: la Corte di Cassazione.

Nel 1883 Alfredo D’Andrade dà il via ad imponenti scavi archeologici ricostruendo la storia dell’edificio: le mura medievali esterne, le arcate della corte, i resti della porta romana e del lastricato che la attraversava.

Palazzo Madama

Dipinti, sculture, codici miniati, maioliche e porcellane, ori e argenti, arredi e tessuti testimoniano la ricchezza di dieci secoli di produzione artistica italiana ed europea.

Il percorso museale, che si snoda su quattro piani, è stato arricchito da oltre 900 opere acquisite dal 1988 ad oggi, commentato dal oltre 3000 didascalie, 35 schede descrittive e 150 approfondimenti multimediali.

Le raccolte concernenti i primi secoli del medioevo, databili dal tardo-antico al Romanico, sono collocate al livello del fossato, nel Lapidario Medievale, e comprendono varie sculture, mosaici e oreficerie, tra cui spicca il prezioso Tesoro di Desana.

Il piano terra ospita gli ambienti quattrocenteschi. Un itinerario che va dal Gotico al Rinascimento, con pitture, sculture, miniature e oggetti preziosi.

Da segnalare il duecentesco scrigno di Guala Bicchieri, in larga parte provenienti dai territori del Piemonte e databili tra il XIII e il XVI secolo.

Nella sala circolare della Torre Tesori, una delle torri quattrocentesche, troviamo una selezioni di capolavori tra cui il famoso “Ritratto d’uomo” di Antonello da Messina, il codice delle Très belles Heures de Notre Dame de Jean de Berry e una serie di oggetti d’arte databili tra il Cinquecento ed il Seicento, proveniente dal “gabinetto delle meraviglie” di Carlo Emanuele.

Al piano nobile del palazzo sono esposte opere provenienti dalle collezioni sabaude, l’Assunta e al San Gerolamo di Orazio Gentileschi, i paesaggi di Vittorio Amedeo Cignaroli, inoltre opere di Jean Miel e Bartolomeo Guidobono.

Spicca un’importante selezione d’arredi, frutto della perizia di artigiani ebanisti piemontesi, italiani e francesi.

All’ultimo piano le raccolte di arte decorativa comprendenti maioliche e porcellane, vetri e avori, tessuti e pizzi, oreficerie e metalli e lo straordinario nucleo di vetri dorati, dipinti e graffiti, unico al mondo per quantità e qualità, dono del marchese Emanuele Tapparelli d’Azeglio nel 1890.

L’ avancorpo juvarriano e la grande sala della Corte Medievale, grazie  ai camminamenti vetrati, consentono l’osservazione delle molte stratificazioni e delle diverse fasi costruttive dell’edificio.

Il Museo è dotato di una libreria specialistica al bookshop, una aerea relax, audioguide per ipovedenti, un ascensore panoramico vetrato inserito in una delle antiche torri, da cui si può ammirare il magnifico panorama che offre questa città sempre in cammino verso il futuro, che non dimentica le sue radici.

Per finire, nella Camera della Galleria con i dipinti di Cignaroli alle pareti, nell’affascinante cornice della Veranda Nord progettata da Filippo Juvarra è ospitato il Caffè Madama.

Esoterismo a Palazzo Madama

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Palazzo Madamaultima modifica: 2018-06-28T17:39:52+02:00da sabrinalibri
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